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Domande Frequenti
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- Angioplastica
o by-pass? Qual’è la migliore scelta?
- Farmaci per diminuire il colesterolo.
Devo prendere dei farmaci per abbassare il livello di colesterolo nel mio
sangue?
- Trigliceridi.
I trigliceridi contribuiscono alle malattie cardiache?
- Antiossidanti.
Si sente spesso parlare di sostanze antiossidanti e dei loro potenziali
benefici. È possibile fare chiarezza in merito?
- Omocisteine, cosa sono?
- Dieta. Come devo
comportarmi?
- Pacemaker
e dispositivi di sicurezza. Sono portatore di pacemaker: posso passare
attraverso metal detector o altri sistemi di sicurezza in aeroporti, banche
e grandi magazzini?
Le procedure di
angioplastica, nate oltre 20 anni fa, sono oramai diventate una delle principali
alternative non chirurgiche agli interventi di bypass nel trattamento di
patologie cardiache. E dai primi casi su pazienti con ostruzione di un singolo
vaso si è passati ad intervenire in casi di patologie multivasali, con una
varietà di possibili opzioni (angioplastica, stent, aterectomia, ecc.).
Non è semplice individuare quale trattamento, chirurgico o non chirurgico, sia più
adatto ad un determinato paziente.
Quanto più la patologia è avanzata e riguarda un numero maggiore di arterie, tanto più
il ricorso alla chirurgia di by-pass potrebbe essere la scelta migliore.
Viceversa, se la patologia non è in uno stadio avanzato e le occlusioni sono
limitate, potrebbe essere raccomandato il ricorso ad una soluzione non
chirurgica. E' sempre comunque il medico a decidere il trattamento migliore
per ogni singolo paziente.
La tabella che segue riassume i principali benefici e gli svantaggi delle
differenti opzioni:
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Vantaggi |
Svantaggi |
| Angioplastica |
- Intervento minore
- Tempi di degenza più brevi
- Bassi rischi di complicanze post-operatorie
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- Il flusso non è completamente ristabilito
- Potenziale necessità di intervento successivo (angioplastica o
by-pass)
- Più frequente ripresa d’angina
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Chirurgia
By-pass |
- Il flusso è ristabilito in modo più completo
- Meno frequente ripresa d’angina
- Minor necessità di ricorso ad intervento successivo (angioplastica o
by-pass)
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- Intervento più complesso
- Rispetto all’angioplastica, possibili superiori rischi di
complicanze post-operatorie
- Tempi di degenza più lunghi
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Certamente
uno degli aspetti più importanti per ridurre il rischio di malattie cardiache
è quello di mantenere un livello contenuto di colesterolo nel sangue. Il modo
principale per ottenerlo è seguire una dieta bilanciata e fare esercizio
fisico.
Quando però la sola dieta non è in grado di garantire un basso livello di
colesterolo, possono divenire estremamente utili farmaci atti allo scopo.
Tuttavia i farmaci non devono rappresentare la soluzione più automatica. Occorre
esaminare tutti gli aspetti del proprio quadro clinico per identificare come
intervenire per abbassare i livelli di colesterolo e ridurre i fattori di
rischio di malattie cardiache attraverso la dieta, l’esercizio fisico e
cambiamenti nello stile di vita.
Se anche modificando il Suo stile di vita i livelli di colesterolo non si
abbassano, consulti il Suo medico per verificare quale trattamento farmacologico
sia più opportuno per Lei. Solo il Suo medico può infatti interpretare
correttamente le Sue analisi cliniche e prendere in considerazione i Suoi
fattori di rischio, in modo da scegliere quale trattamento (dieta o farmaci) è
migliore per Lei.
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Antiossidanti. Si sente spesso parlare di
sostanze antiossidanti e dei loro potenziali benefici. È possibile fare
chiarezza in merito?
Le vitamine C, E ed il Beta Carotene sono antiossidanti. Una sostanza
antiossidante è in grado di neutralizzare i radicali liberi che risultano dal
normale metabolismo dell’organismo. Si ritiene che i radicali liberi possano
contribuire ad incrementare il rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia,
gli studi finora eseguiti non hanno chiarito in maniera definitiva il ruolo
degli antiossidanti nella protezione da malattie cardiache.
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Trigliceridi. I trigliceridi contribuiscono alle
malattie cardiache?
Normalmente con gli esami del sangue viene rilevato non solo il livello di colesterolo, ma
anche quello dei trigliceridi. Storicamente si è sempre ritenuto che i soli
trigliceridi non fossero in grado di influenzare le condizioni del sistema
cardiaco. Di recente invece è stato rilevato che i livelli di trigliceridi, da
soli, possono incrementare il rischio di malattie coronariche. Si
ipotizza infatti che alti livelli di trigliceridi aumentino la viscosità del
sangue e riducano la capacità di rilascio di ossigeno e sostanze nutritive al
muscolo cardiaco. Inoltre, sono associati a bassi livelli di colesterolo
buono (lipoproteine ad alta densità, HDL).
E’ importante ricordare che comunque i trigliceridi sono grassi. Il loro livello
nel sangue è influenzato dalla dieta.
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Le omocisteine sono un prodotto secondario del metabolismo di un aminoacido
essenziale chiamato metionina, che si trova in gran quantità nelle proteine
animali (carne, latte, uova).
Si ritiene che un incremento di livello di omocisteina nel sangue sia correlato con
una maggiore incidenza di placche aterosclerotiche od occlusioni di vasi
sanguigni.
Per abbassare il livello di omocisteine è sufficiente seguire alcune semplici
indicazioni per la propria dieta.
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Una dieta bilanciata è un buon punto di partenza per prevenire le malattie
cardiache. Una buona dieta assicura un adeguato
apporto di sostanze antiossidanti, diminuisce il valore dei trigliceridi e
abbassa il livello delle omocisteine presenti nel sangue.
Tra gli alimenti che contengono più
antiossidanti sono comprese verdure a foglia verde, carote, patate dolci e
agrumi.
Ecco alcuni consigli per ridurre il valore dei trigliceridi:
- seguire una dieta a basso contenuto di grassi, con un buon apporto di carboidrati
complessi;
- perdere il peso in eccesso;
- evitare di assumere più di 1-2 alcolici al giorno;
- diminuire
l’apporto di carboidrati semplici (miele, zucchero, sciroppi). Infatti, i
carboidrati semplici in eccesso vengono elaborati dal fegato in trigliceridi.
Le vitamine B6, B12 ed acido folico
abbassano il livello di omocisteine
nella propria dieta.
La seguente tabella riassume i cibi con un maggior contenuto di queste
vitamine:
| Vitamina B6 |
- Pesce, pollame, carni magre
- Banane, prugne secche, avocado
- Cereali integrali
- Fagioli secchi
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| Vitamina B12 |
- Frutti di mare
- Latte e prodotti caseari
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| Acido folico |
- Verdura a foglia verde (broccoli, piselli, spinaci, lattuga)
- Cereali, noccioline
- Fagioli, lenticchie
- Arance
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Infine, i cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine e minerali, fattori chiave per una dieta sana e salutare per il cuore. Le fibre infatti favoriscono la riduzione del
colesterolo, le vitamine hanno un ruolo antiossidante, minerali quali il
magnesio riducono l’incidenza di malattie cardiache.
Tra i cereali integrali sono inclusi: pane nero, orzo, avena, riso integrale,
popcorn, crusca. Sono invece cereali lavorati: pane bianco, riso bianco, pasta,
cracker, dolci (biscotti, torte, ecc.).
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Di recente si è sentito parlare di potenziali rischi per un portatore di pacemaker o di
defibrillatore nel passaggio attraverso metal detector o altri dispositivi di sicurezza usati in negozi, grandi magazzini, banche e negli aeroporti. Infatti, il
passaggio attraverso tali sistemi potrebbe interferire con la regolazione dei
parametri del dispositivo di pacing.
Uno studio eseguito dall’FDA (Food and Drug Administration) americano ha evidenziato come questi dispositivi di sicurezza abbiano in realtà solo raramente influenzato l’attività elettrica di apparecchi di pacing. I casi registrati hanno riportato capogiri, senso di vertigine, dolori
al torace. In nessun caso si è avuto danno permanente.
Se è portatore di pacemaker o di defibrillatore impiantato, segua i consigli
indicati di seguito:
- non si appoggi o resti vicino ad alcun detector (faccia attenzione nei grandi
magazzini dove tali sistemi sono volutamente celati!)
- chieda eventualmente ad una guardia che utilizza un detector manuale di non
passarlo vicino al dispositivo di pacing o, se possibile, di effettuare un
controllo manuale senza apparecchio.
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