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Chirurgia delle arterie coronarie con bypass aortocoronarico
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Quando i sintomi non possono più essere controllati con i
farmaci o con un intervento di angioplastica con o senza l'inserimento di uno
Stent (dispositivo che mantiene dilatati i vasi sanguigni),
l’operazione chirurgica di bypass aortocoronarico diventa l’opzione da considerare.
L’intervento chirurgico di by-pass crea nuovi canali di circolazione che aggirano i
blocchi e le restrizioni esistenti. Permette al sangue di tornare a raggiungere
il muscolo cardiaco e ne aumenta il flusso al fine di eliminare l’angina e, in alcuni casi, migliorare
la contrattilità del cuore.
Nella maggior parte dei casi viene usato un vaso, arteria
o vena, preso da un’altra parte del Suo corpo (di solito l’arteria mammaria
interna del torace, talvolta l’arteria radiale del braccio o la vena safena
della gamba). Questo vaso sanguigno diventa un condotto che porta sangue
all’arteria coronaria, superando il punto dove l’arteria è ristretta. La
porzione bloccata o ristretta dell’arteria viene così aggirata, permettendo
al sangue di fluire nuovamente al muscolo cardiaco. |
 Copyright St. Jude Medical, Inc. 2003 These illustrations were provided with courtesy of St. Jude Medical, Inc. All rights reserved. |
Quando viene usato un segmento di vena safena,
un'estremità è suturata all’aorta e l’altra all’arteria coronaria, al di sotto
dell'ostruzione.
Quando viene usata l’arteria mammaria, questa viene isolata dalla parete del torace e divisa
distalmente. Questa estremità è poi suturata all’arteria coronaria,
oltre l'ostruzione.
In questo modo, il sangue ricco d’ossigeno può
fluire liberamente, attraverso l’anastomosi, all’area di muscolo cardiaco situata oltre le
ostruzioni.
Il numero dei by-pass che Lei dovrà avere dipende dal numero
di arterie danneggiate e dalle dimensioni e qualità della parete delle arterie
coronarie.
Nota bene: le arterie ristrette od ostruite non vengono
rimosse.
Il tipo di
intervento viene pianificato prima dell’operazione,
a seconda delle condizioni individuali del paziente e
dell’estensione della malattia coronarica, per venire incontro ai
bisogni di ogni singolo paziente.
La scelta è tra quattro approcci chirurgici. Due di questi approcci usano tecniche
tradizionali e altri due adottano tecniche cosiddette minimamente invasive.
- L’approccio tradizionale o standard è attraverso un’incisione chiamata sternotomia
mediana (effettuata lungo la linea mediana del petto per tutta la lunghezza dello
sterno). L’intervento viene eseguito con il supporto della circolazione extracorporea,
utilizzando la cosiddetta macchina cuore-polmone,
che sostituisce la funzione del cuore e dei polmoni
mentre il chirurgo effettua i by-pass sul cuore.
- L’approccio
tradizionale o standard con stabilizzatori cardiaci comprende
un’incisione o sternotomia mediana. Con questa tecnica, il cardiochirurgo
impiega uno stabilizzatore cardiaco, mentre applica gli innesti sul cuore
che pulsa. In questo approccio non si utilizza la circolazione
extracorporea.
- L’approccio
mini-invasivo con circolazione extracorporea comprende una piccola
incisione nel torace per far posto a dei particolari strumenti. La macchina
cuore-polmone viene usata mentre si applicano gli innesti di by-pass sul
cuore.
- L’approccio
mini-invasivo con stabilizzatori cardiaci comprende una piccola
incisione sul petto e l'utilizzo di uno stabilizzatore cardiaco
mentre vengono applicati gli innesti di bypass sul cuore
battente. In questa tecnica non viene utilizzata la circolazione
extracorporea.
Quali condotti sono utilizzati per il by-pass aortocoronarico?
La chirurgia dell’innesto sull’arteria coronaria con
by-pass è la congiunzione (anastomosi) di condotti o innesti direttamente
sull’arteria coronaria in un punto oltre la strettoia. Un condotto è un nuovo
canale che convoglia il sangue dal punto in cui è innestato sull'aorta fino a
un punto posto al di sotto della parte ristretta dell’arteria. Al reparto cardiochirurgia del San Camillo vengono utilizzati vari
tipi di condotti per la chirurgia dell’arteria coronaria con by-pass.
L’arteria mammaria interna, l’arteria radiale
e la vena safena sono i canali usati con maggiore frequenza.
- Vena
safena. Un tratto della vena posta nella parte interna della Sua gamba può essere
rimosso e usato per eseguire il by-pass. L’incisione iniziale può essere eseguita vicino
all’inguine o alla caviglia. L’incisione viene estesa per la lunghezza
necessaria ad esporre un tratto di vena sufficientemente lungo. Dalla vena
vengono tagliati dei tratti adeguati a fungere da condotti. Un’estremità
sarà suturata sull’aorta e l’altro capo verrà congiunto all’arteria
coronaria al di sotto della parte bloccata. La vena è collegata in modo
tale da permettere alle valvole interne di far fluire il sangue
attraverso il vaso sanguigno.
- Arteria
mammaria interna. Un vaso sanguigno del Suo torace (l’arteria mammaria
interna) può essere usato per eseguire il by-pass. La parte superiore
dell’arteria mammaria interna è già attaccata a un ramo dell’aorta.
L’arteria viene scissa dai tessuti molli e dal muscolo interno al torace.
A questo punto, l’estremità inferiore verrà congiunta all’arteria
coronaria al di sotto del blocco.
- Arteria
radiale (avambraccio). Sebbene la vena safena e l’arteria mammaria
interna siano i condotti utilizzati con più frequenza, l’arteria radiale
(avambraccio) può essere usata anch’essa come un eccellente vaso
sanguigno. I casi in cui è preferibile utilizzare l'arteria radiale sono i pazienti:
- giovani nei quali si manifesta la
presenza di malattie periferiche vascolari;
- privi della vena safena (a
causa di una precedente asportazione della vena, di un by-pass femo-popliteo o di un
precedente intervento chirurgico di by-pass);
- con una cattiva qualità
della vena safena (dovuta alle vene varicose o a cronico rigonfiamento della
gamba);
- con controindicazioni all’utilizzo di entrambe le arterie mammarie (dovute
all’obesità, al diabete o a una malattia dei polmoni.
I pazienti possono non essere buoni candidati all’utilizzo dei condotti
dell’arteria radiale per diverse ragioni. Alcune controindicazioni
comprendono i pazienti con un’arteria ulnare insufficiente, malattia di Reynauds;
pregressi traumi al braccio; insufficienza renale; bassa pressione
sanguigna preoperatoria; arterie radiali troppo piccole; occupazioni che
richiedono particolare destrezza manuale. Verrà eseguita un’incisione
estesa quanto necessario ad esporre una sufficiente parte del vaso
sanguigno. Il vaso verrà rimosso dal braccio. Apposite parti del canale
verranno tagliate per essere usate come condotti. Un’estremità verrà
cucita sull’aorta e l’altra all’arteria coronaria, al di sotto del
blocco. I pazienti che portano un condotto tratto dall’arteria radiale
riceveranno specifiche istruzioni su come valutare il livello della
circolazione, le sensazioni e il movimento. A loro verrà anche indicato
come curare la propria incisione e registrare un impulso ulnare.
Preparazione all’operazione chirurgica
Le verrà chiesto di arrivare all’ospedale, nell’ambito
del Programma d’ammissione per lo stesso giorno, uno o due giorni prima
dell’operazione chirurgica per sottoporLa ad analisi di laboratorio, una
lastra toracica ai raggi X, un elettrocardiogramma e un esame fisico.
Un’infermiera o un assistente medico parleranno con Lei dei rischi
dell’intervento chirurgico e Le chiederanno di firmare una dichiarazione di
consenso all’operazione. Verrà anche detto a Lei e alla Sua famiglia cosa vi
dovrete aspettare mentre siete in ospedale. Un anestesista parlerà con Lei della
Sua storia clinica e spiegherà come Le verranno somministrate medicine per
tenerLa addormentato e libero dal dolore durante l’operazione.
Ai pazienti verranno anche rivolte le seguenti richieste:
- smettere di prendere aspirine e certi altri medicinali cinque giorni prima
dell’intervento, poiché possono causare emorragia eccessiva durante
l’operazione;
- se fuma, smettere immediatamente di farlo;
- non mangiare nulla dopo la mezzanotte della notte precedente
l’operazione;
- fare una doccia con uno speciale sapone la notte prima dell’intervento
per migliorare la prevenzione delle infezioni.
Durante l’operazione
Ogni membro della squadra operatoria di Cardiochirurgia gioca
un ruolo vitale nella Sua cura. Il chirurgo del San Camillo e gli assistenti
chirurghi eseguono l’intervento con l’aiuto di infermieri specializzati.
L’anestesista controlla l’invio dell’anestetico e si assicura che Lei sia
addormentato e privo di dolore. Il perfusionista opera con la macchina
cuore-polmone per garantire la circolazione del Suo sangue.
L’operazione chirurgica dura dalle due alle cinque ore.
In questo periodo Lei sarà addormentato. Per rendere l’area
d’intervento il più possibile pulita, Le verranno rasati i peli sul petto,
sull’inguine e sulla parte interna di una o di ambedue le gambe. Adottando
l’approccio tradizionale (in luogo della tecnica minimamente-invasiva) il
cardiochirurgo del San Camillo eseguirà un’incisione lungo la parte centrale
del Suo torace (sternotomia mediana), aprirà la cassa toracica (sterno) ed
esporrà il cuore. Un altro membro della squadra preparerà i condotti
per il by-pass.
Lei verrà messo in circolazione extracorporea. Dopo che il chirurgo avrà
identificato le arterie da aggirare, i nuovi condotti
verranno innestati. Il chirurgo metterà a confronto le rilevazioni anatomiche
con le immagini ottenute con il cateterismo cardiaco prima dell'operazione.
Una volta completato l'intervento di by-pass, il cuore e
il corpo vengono riscaldati. Il cuore viene stimolato a riprendere le sue
regolari contrazioni. Il funzionamento della macchina cuore-polmone viene
interrotto, in modo da far riprendere le normali funzioni al cuore e ai polmoni.
Una volta recuperato un ritmo stabile, il chirurgo
controlla l'emostasi dell’anastomosi e lo stato degli innesti o
by-pass. Al
cuore vengono attaccati due elettrodi collegati ad un pacemaker. Questi
elettrodi possono essere usati se la frequenza delle contrazioni cardiache si
abbassa troppo (bradicardia) dopo l’intervento chirurgico. Gli elettrodi
saranno attaccati a un pacemaker esterno e temporaneo, che – se necessario –
indurrà il cuore a battere a una velocità maggiore, per mantenere un adeguato
livello di pressione sanguigna e perfusione ai nuovi bypass. Vengono inoltre inseriti dei tubi di
drenaggio nella sacca che circonda il cuore (pericardio) e nella cavità
pleurica, per drenare il sangue o il fluido trattenuto.
Terminata l’operazione chirurgica, il cardiochirurgo
verifica ancora una volta che tutti i segni vitali siano presenti e il ritmo del
cuore sia regolare. Viene esaminato il drenaggio prodotto dai tubi inseriti nel
torace, per valutare la possibilità di emorragie. Poi viene chiuso lo sterno
con fili d’acciaio e i lembi della pelle vengono ricuciti insieme. La
guarigione dello sterno richiederà circa sei settimane.
Dopo l’operazione
Appena finita l’operazione, Lei sarà trasferito nella
Unità di terapia intensiva, dove sarà tenuto costantemente sotto
controllo. Vi resterà dalle otto alle ventiquattro
ore circa. L’obiettivo principale della cura in queste ore è mantenere segni
vitali stabili ed evitare ogni possibile complicazione.
Appena terminata l’operazione, si troverà a respirare
attraverso un tubo, collocato nella gola e collegato a una macchina per la
respirazione artificiale, detta ventilatore o respiratore. I tubi inseriti nel
torace raccoglieranno e dreneranno il sangue, gli elettrodi del pacemaker
saranno ancora attaccati al cuore e un catetere sarà stato inserito nella
vescica per raccogliere l’urina. Un monitor registrerà la frequenza e il
ritmo cardiaco. Alcune cannule endovenose La riforniranno di fluidi e farmaci.
Tutti questi tubi e cannule verranno rimosse quando non ne avrà più bisogno.
Quando lascerà l’Unità di terapia intensiva, Lei andrà in
un’altra unità dell’ospedale chiamata Unità di terapia subintensiva,
dove diventerà un paziente attivo nella Sua cura, sotto la guida del gruppo
di cardiochirurgia. Sarà importante che Lei stia alzato e in movimento il prima
possibile. La maggior parte dei pazienti è in grado di sedersi sul lato del
letto la sera seguente l’operazione e può sedersi sulla sedia la mattina
seguente. L’infermiera La aiuterà nella Sua prima camminata il giorno
successivo l’intervento. Fare esercizi di respirazione profonda e tosse è
importante per riabilitarsi e prevenire la polmonite. Le verrà insegnato come
utilizzare un apparato per la respirazione detto spirometro stimolante, che
dovrebbe essere usato ogni ora durante la veglia. Oltre a ciò, potrà ricevere
farmaci per tenere sotto controllo il dolore, in modo da permetterLe di
partecipare attivamente alla Sua terapia riabilitativa.
Prima che sia pronto a lasciare l’ospedale, Le verrà
dato un pacchetto di informazioni scritte, da
portare a casa, riguardanti la Sua riabilitazione. Il pacchetto conterrà informazioni sulla Sua attività, dieta e
su cosa si può aspettare nelle settimane seguenti. Prima che lasci
l’ospedale, la Sua infermiera Le ripeterà quali farmaci usare e come
assumerli. Dato che Lei non sarà in grado di guidare l’automobile per alcune
settimane, avrà bisogno di qualcuno che La porti a casa.
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